Pubblicità su ChatGPT
Campagne sugli assistenti AI, dove le persone stanno spostando le domande che prima facevano a un motore di ricerca.
Una parte delle domande che portavano traffico a un sito oggi finisce dentro un assistente, e lì la risposta arriva senza che nessuno clicchi. È un problema, ma anche uno spazio nuovo: dentro quelle conversazioni ora si può comparire a pagamento.
OpenAI ha aperto la vendita diretta nel maggio 2026 e l’ha estesa all’Europa in agosto. Non c’è una soglia minima di spesa, quindi non è un canale riservato ai grandi budget. Chi entra adesso lavora in un’asta ancora poco affollata, soprattutto in Italia.
Come viene affrontato
Prima si guarda se il pubblico c’è davvero: non tutte le categorie hanno volume su un assistente, e vendere una campagna dove non c’è domanda è un modo veloce di bruciare fiducia. Poi si imposta la misurazione, perché un canale nuovo senza misura è una scommessa. Il resto è mestiere pubblicitario già noto: offerta, messaggio, pagina di destinazione, esclusioni.
Il canale va tenuto insieme a Google Ads, non al suo posto. Chi chiede a un assistente e chi cerca su un motore sono spesso la stessa persona in due momenti diversi dello stesso acquisto.
Track record
- Piattaforma self-serve di OpenAI aperta il 6 maggio 2026, senza budget minimo
- Estesa a 31 paesi europei dalla settimana del 23 agosto 2026
- Un miliardo di dollari di ricavi annualizzati in meno di 200 giorni dal lancio
- Decine di migliaia di inserzionisti già attivi, quasi nessuno in Italia
Tool
OpenAI Ads ManagerGoogle Adsmisurazione lato server