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Google Ads

Campagne gestite con la misurazione in ordine, perché una piattaforma che ottimizza su dati sbagliati spende bene per i risultati sbagliati.

Su un account ereditato la prima cosa da guardare non è quanto si spende, è cosa la piattaforma sta contando come risultato. È un controllo di dieci minuti che cambia la diagnosi: capita di trovare campagne attive da mesi con il tracciamento mai configurato, dove il dato «zero conversioni» non dice nulla sul rendimento reale.

Sistemata la misura, il lavoro ordinario ha senso: struttura, esclusioni, orari, raggio geografico, pagine di destinazione, offerta. E dove il ciclo di vendita è lungo, il passaggio che cambia i risultati è rimandare indietro la vendita conclusa, così l’ottimizzazione impara su chi paga e non su chi compila.

Track record

  • Account multipli gestiti sotto un centro clienti
  • Caricamento delle conversioni offline, per ottimizzare sulle vendite e non sui form
  • Parametri Valuetrack conservati dalla prima visita fino alla vendita
  • Un caso reale in cui il rendimento era illeggibile perché il tracciamento non era mai stato configurato
  • 151 keyword in broad match convertite in corrispondenze precise: zero larghe rimaste su 371, con l'elenco dei clic sprecati a prova
  • Account gestito via programmazione con un connettore scritto a mano, non dall'interfaccia
  • Pannello statistiche gonfiato da traffico spazzatura: 21.000 utenti dichiarati contro 5.690 reali, individuato e ripulito

Tool

Google Ads APITag Managerconversioni offlineValuetrack

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