Tabbble · ReservAction
Piattaforma per ristoranti: prenotazioni, menù, ordini, sito, recensioni e una guida pubblica con oltre quarantamila schede.
- Il problema
- Un ristorante usa oggi quattro servizi diversi che non si parlano: uno per le prenotazioni, uno per il menù, uno per il sito, uno per le recensioni. Paga quattro canoni e i dati restano divisi, quindi nessuno sa quali visite diventano tavoli occupati.
- Cosa è stato costruito
- Una sola applicazione con tre facce sullo stesso archivio: la guida pubblica, il portale, il pannello del ristoratore. Dentro: motore di disponibilità reale tavolo per tavolo, pianta della sala disegnabile e navigabile in tre dimensioni, menù digitale multilingua conforme agli obblighi di legge, ordini al tavolo e da asporto con monitor di cucina e cassa, sito del locale su dominio proprio con certificato automatico, recensioni con moderazione e risposta, abbonamenti con due incassatori, statistiche senza cookie.
- Esito
- 42.007 schede in archivio, 19.083 pubblicate, circa 28.000 eventi misurati, tre domini serviti dalla stessa applicazione.
È il progetto più esteso dello studio, e quello dove si vede meglio cosa vuol dire costruire un prodotto invece di un sito: novantacinque tabelle, sei ruoli, un cliente che può avere più locali, piani con limiti veri e deroghe scritte a mano con la motivazione accanto.
Tre cose che valgono da sole
Gli assistenti AI ci cercano dentro. La guida è pubblicata come server MCP nel registro pubblico: quando qualcuno chiede a un assistente un ristorante a Roma, l’assistente può interrogare direttamente questo archivio invece di rovistare sul web, e riceve schede vere con gli orari prenotabili. È visibilità sugli LLM portata al livello del prodotto, non della pagina.
Le pagine legali nascono dal codice. Un registro dei trattamenti viene generato ispezionando il software file per file, e da quello si scrivono informative e banner. Se qualcuno aggiunge un cookie, le pagine si aggiornano da sole e la pubblicazione si ferma finché quel cookie non è dichiarato. La conformità smette di essere un documento che invecchia.
I domini dei clienti si accendono da soli. Il ristoratore punta il proprio dominio e il certificato arriva senza che nessuno tocchi il server, perché l’elenco dei domini vive nella base di dati e il reverse proxy lo legge da lì. Se un abbonamento si ferma, il dominio resta configurato e mostra un avviso invece di un errore di sicurezza del browser.
Come si tiene in piedi
Ogni rilascio passa da una prova di regressione visiva che apre ogni modello di sito per ogni scenario e ogni larghezza di schermo e ne misura i numeri — larghezza delle colonne, elementi fuori bordo, immagini ripetute — invece di affidarsi all’occhio. La stessa sonda gira poi sulle pagine vere in produzione, prima e dopo, sessantacinque pagine in una quarantina di secondi.
Con cosa
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